Σολων προστατης του δημου καταστας ουτως ενομαθετησε ωστ' ετι και νυν αγαπασθαι την διοικησιν την υπ' εκεινου συνταχθεισαν·... εις την ακροπολιν ουκ ελαττω μυριω ταλαντων ανηνεγκε.
Solone eletto capo del popolo, fece le leggi e regolò gli affari e ordinò lo Stato così bene che ancor oggi si è attaccati alla forma di governo da lui fissata; in seguito Clistene, bandito dalla città ad opera dei tiranni, persuase con la sua eloquenza gli Anfizioni a prestargli il denaro del dio, e così ricondusse in patria i democratici, cacciò i tiranni e ristabilì quella democrazia che fu causa dei massimi benefici per i Greci Dopo di lui Temistocle, posto alla guida delle nostre forze nella guerra persiana, consigliò ai nostri antenati di abbandonare la città — chi mai avrebbe potuto persuaderli a ciò a meno che non fosse eccellente nell'eloquenza? — e migliorò la loro condizione al punto che, a prezzo di un bando di pochi giorni, divennero per lungo tempo signori dei Greci. Infine Pericle, buon capo democratico e abilissimo oratore, ornò la città di templi, di monumenti e di ogni altra opera d'arte, così che ancor oggi chi vi arriva la considera degna di comandare non solo ai Greci, ma anche al resto del mondo; e inoltre depositò nell'Acropoli non meno di diecimila talenti.