Ελαφος ευμεγεθης, ωρα θερους, διψη λειπομενος παραγιγνεται επι τινα πηγην καθαραν... επαινων δε τα κερατα αυτον προδιδοντα.
Un grande cervo, nell'ora del caldo, essendo vinto dalla sete, giunge presso una certa sorgente limpida e profonda (βᾰθύς -εῖα -ύ) e, bevendo quanto ne voleva, prestava attenzione all'aspetto del corpo. E lodava (ἐπαινέω) molto le corna come (ciò) fosse il vanto di tutto il corpo. Biasimava le zampe (σκέλος -εος) per essere sottili perché incapaci di sopportare tutto il peso. Mentre così rifletteva, sente all'improvviso il latrato (errore di stampa: ὑλακή -ῆς ) di cani e nelle vicinanze i cacciatori. Si precipitava (ὁρμάω) in fuga e, fin dove poteva la corsa verso la pianura, si salvava per la velocità delle zampe. Piombò poi in una fitta boscaglia, le sue corna si impigliarono (ἐμπλέκω) e fu catturato, di conseguenza, imparando che perciò era sbagliato il giudizio delle proprie (idee), che biasimavano le zampe salvifiche ed elogiavano le corna che lo perdevano.
(By Stuurm)