Λαμβανει Ηρακκης αθλον αποκτενειν τον εν Νεμεα λεοντα...ειχε σκεπαστηριον των μετα ταυτα κινδυνων
Eracle riceve(va) come fatica (quella) di uccidere il leone di Nemea. Ma il leone era di dimensione eccessiva. Poichè era immune al ferro, al bronzo e dalla pietra bisognava necessariamente che fosse sottomesso con la forza della mano di Eracle. Il leone soggiornava soprattutto tra Micene e Nemea presso il (monte) Treto; il monte aveva intorno alla base una grande caverna, dove la belva abitualmente viveva. Eracle arrivava in quel luogo e si scagliava contro il leone. Ma la belva fuggiva (lett. Fugge) alla grotta, ma Eracle lo seguiva, serrava la bocca del leone ostruendogliela [soffocandolo], ma dopo stringendogli il collo lo strozzava. Si metteva addosso la sua pelle e circondava tutto il proprio corpo; così aveva riparo dai pericoli.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione da utente
Ercole assume come fatica (compito) quello di uccidere il leone di Nemea. Il leone era di assoluta grandezza: era invulnerabile perché di ferro e di rame e di pietra, necessariamente deve essere abbattuto con la forza dalla potente mano di Eracle. Il leone soggiornava fra Micene e Nemea vicino al monte Treto: alla base del monte c'era una grande caverna nella quale abitualmente dimorava la fiera. Eracle giunge sul posto e si lancia all'assalto del leone: la fiera fugge fuori dalla caverna, Eracle la segue e la afferra, bloccando la bocca del leone; poi stringendo il collo lo soffoca con le braccia. Indossava poi la sua pelle e la stendeva lungo tutta le lunghezza del suo corpo: in questo modo si procurava una corazza contro i pericoli.
(By Geppetto)