Οις δε λογισμοις χρωμαι προς εμαυτον, ωστε μη αχθεσθαι τη φυγη, τουτους και προς σε ειποιμι αν. Δοκει μοι η φυγη στερισκειν ανθρωπον ου παντως ουδ' ων οι πολλοι νομιζουσι αγαθων... ει δε τυγχανεις κακος ων, η κακια σε πλαπτει και ουχ η φυγη. (dall'Antologia di Stobeo)

Per non soffrire per l’esilio elaboro per me stesso queste deduzioni e le stesse cose potrei dire anche a te. Mi sembra che l’esilio non privi affatto l’uomo di quelle cose buone che molti praticano. Se dunque l’esilio spogliasse veramente anche di tutte le cose, in realtà non priva di quelle buone: l’esiliato infatti non viene privato né di energia o di rettitudine, né di saggezza o prudenza, né poi di qualsivoglia altra virtù; quelle possedute (p. p. di παρειμι) onorano e sostengono l’uomo e si mostrano valide, quelle che non ha (ἄπειμι) deprimono e disonorano, lo qualificano come malvagio e senza fama. Così coloro che hanno queste cose, se sei buono e hai virtù, l’esilio non ti nuoce né ti degrada, sembrando forti per aiutare e sollevare molto: se ti trovi ad essere cattivo, ti danneggia la cosa cattiva, non certo l’esilio. (by Geppetto)

Ulteriore proposta di traduzione

E quegli argomenti utilizzo verso me stesso, tanto da non essere irritato per la fuga, anche questi potrei dirti. Mi sembra che l’esilio privi l’uomo non del tutto non di quei beni che i più reputano. Se dunque anche l’esilio privasse di tutte queste cose, in verità non mi priverebbe dei beni; né infatti l’esule è impedito di avere il coraggio o la giustizia, né la saggezza o la prudenza, né d’altra parte qualsivoglia altra virtù, quelle che sono presenti onorano e giovano all’uomo e mostrano famoso, quelle invece che non ci sono e disonorano e impediscono che lo stesso cattivo si sia mostrato anche famoso. Così possedendo questi beni, se sei buono hai anche le virtù, se l’esilio non ti danneggiasse non ti umilierebbe, poiché sono presenti e possono giovare e soprattutto sollevare; se invece per caso sei cattivo, la cattiveria ti danneggia e non l’esilio. (by Stuurm)