Σκοπει γαρ δη, ω Σωκρατες, ταυτα παραβαινων και εξαμαρτανων, τι αγαθον εργαζη σαυτον η τους επιτηδειους του σαυτου..... Εκει γαρ πλειστη αταξια και ακολασια.

Considera infatti (σκόπει: 2^ sing. imperat. pres. da σκοπέω, valuto) O Socrate se violando o  sbagliando queste cose faresti (o anche fai) qualcosa di buono per te stesso o per i tuoi intimi amici. Perché infatti i tuoi amici corrono il pericolo anche questi stessi di fuggire/di andare in esilio e di essere privati della cittadinanza o di perdere gli averi. Tu stesso in primo luogo, se arrivi in una delle città più vicine, a Tebe o a Megara (entrambe sono ben governate infatti) ci giungi come nemico della loro costituzione, o Socrate, e i cittadini ti guardano ritenendoti come un distruttore delle leggi. Chi fuggi le città ben governate e gli uomini più equilibrati? E per te, che fai questo, è forse meritevole vivere? Ma tu parti da questi luoghi e vai in Tessaglia dagli amici di Critone; là infatti c'è moltissimo indisciplina e intemperanza.