Τουτων δε πραττομενων οι κατα την ιδιαν εχθραν μισουντες τον Αλκιβιαδην εν Αθηναις, προφασιν εχοντες την των αγαλματων περικοπην... εκποδων εχωρισθη. (Versione greco dalla Biblioteca di Diodoro Siculo)

Mentre si facevano (πράττω) queste cose (gen. ass. ), quelli che ad Atene detestavano (μῑσέω) Alcibiade per ostilità personali, avendo come pretesto la decapitazione delle statue lo misero in cattiva luce (aor. διαβάλλω) nei discorsi pubblici accusandolo perché aveva fatto (ποιέω) una congiura contro il popolo. Poichè dunque il popolo dava ascolto (part. Πιστεύω) alle accuse e, esasperato (παροξύνω) terribilmente dai demagoghi, inviò la nave Salaminia in Sicilia ordinando che Alcibiade andasse immediatamente (τὴν ταχίστην) in giudizio (κρίσις -εως). Giunta (παραγίγνομαι) la nave a Catanane (genitivo assoluto), Alcibiade, dopo aver ascoltato dagli ambasciatori le opinioni ( τὰ δόξαντα ) del popolo, salpò (aor. ἐκπλέω) con la propria (τῇ ἰδίᾳ) trireme insieme alla Salaminia. Dopo che sbarcò a Turi, Alcibiade essendo consapevole dell'empietà o temendo per la grandezza (τὸ μέγεθος) del pericolo, si diede alla fuga e si allontanò (aor. pass. χωρίζω) (διαδράς aor. pt. a. , διαδιδράσκω) fuggendo via lontano. (ἐκποδών ).
Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo che ne concede la pubblicazione solo ed unicamente al sito skuolasprint. it

Video spiegazione sul genitivo assoluto greco - QUI