Κλαζομενίων τινές, ὡς ἔτι καὶ νῦν φέρεται, εἰς τὴν Σπάρτην ἀφικνοῦντο καί, ἢ ὕβρει ἢ ἀλαζονείᾳ τινί, ἀσβόλῳ ἔχριον πολλὰ ἄλλα τε σκεύη καὶ αὐτοὺς τοὺς τῶν ἐφόρων θρόνους, ἔνθα ἐκεῖνοι καθ᾿ ἑκάστην ἡμέραν ἐκάθηντο, ἵνα χρηματίζοιεν καὶ διατάσσοιεν ...(da Eliano)

Alcuni degli abitanti di Clazomene, come ancora oggi si racconta, arrivavano a Sparta e, per insolenza o per qualche arroganza, cospargevano con fuliggine molte cose ma non solo, perfino gli arredamenti (σκεῦος -εος, contr. -ους, τό) degli efori stessi, dove essi sedevano (κάθημαι) ogni giorno per occuparsi e mettere in ordine gli affari della città. Ciò accadeva non una sola volta, ma due e tre volte: ogni volta che i servi rimuovevano la fuliggine dai seggi, di nuovo un abitante di Clazomene faceva gli stessi atti sconvenienti. Benché fossero evidenti coloro che facevano le cose sconvenienti (gen ass), gli efori ogni volta accertavano queste cose con calma e dignità, infatti non si davano cura (ὀλιγωρέω ) delle azioni rozze dei Clazomeni, non provandone alcuna indignazione. Alla fine, convocavano l'araldo (κῆρυξ-ῡκος, ὁ, acc sing) pubblico ordinandogli di proclamare pubblicamente questa cosa che era certamente (δὴ) guardata con meraviglia: "Sia lecito agli abitante di Clazomene, non essendo possibile per loro avere un comportamento decoroso, di comportarsi in modo sconveniente (ἀσχημονέω)."
(By Vogue)