Ποδων χελωνης κατεγελα λαγωος και αργιας... ο λογος δηλοι οτι πολλακις φυσιν αμελουσαν πονος νικα*.
Una lepre derideva (καταγελάω regge il genitivo καταγελά= καταγελάει ) le zampe della tartaruga e la (sua) pigrizia. E l'una diceva: "Io, pur essendo tu veloce con i piedi, qualora lo voglia, ti vincerò nella corsa". Ma l'altra, (sott. rispondeva): "Abolisci l'arroganza dalle tue parole, o tartaruga; prova e sapremo se dici la verità." Ma mentre queste litigavano, giungeva una volpe e diceva: "Poiché io sono giusta e molto saggia, giudicherò la gara e deciderò la vittoria. Il giorno seguente iniziavano (lett. presente "iniziano") la gara; la lepre non dandosi cura della corsa per la (sua) congenita rapidità si ferma(va) per strada con spensieratezza e si assopiva (lett. presente). La tartaruga, invece, conoscendo la sua estrema lentezza, con impegno non interrompe(va) [la corsa] muovendosi rapidamente e così oltrepassando la volpe che dormiva, la raggiunge(va) (lett. presente "raggiunge") arrivando alla meta. La favola dimostra che spesso se si trascura [trascurando] la natura, la fatica vince.
* νικᾷ
νικᾷ presente attiva indicativo 3 persona singolare.
νικᾷ presente attiva congiuntivo terza persona singolare
νικᾷ presente medio passiva seconda persona singolare.
νικᾷ presente medio passivo 2 persona singolare