MOTTI ARGUTI DI FILIPPO, RE DI MACEDONIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
INIZIO: Φίλιππος, ὁ του Άλεξανδρου πατερ, των Άθηναιων
TRADUZIONE

Filippo, il padre di Alessandro, poiché gli Ateniesi, quelli che furono catturati nei pressi di Cheronea, erano liberati da lui senza prezzo del riscatto, poiché richiedevano vestiti e coperte, e rimproveravano i Macedoni, Filippo, ridendo, disse: "A voi, gli Ateniesi non sembrano essere stati sconfitti da noi negli astragali?" Dunque lui diceva di considerare beati gli Ateniesi se ogni anno trovano da scegliere dieci strateghi; lui infatti, in tanti anni, prese un solo stratega, Parmenione. Irritandosi gli amici, che lo fischiavano ai giochi olimpici, disse: "Che cosa farebbereo dunque, se gli facessi del male?"

ALTRO TIPO DI TRADUZIONE

Filippo, padre di Alessandro, essendo diventato giudice di due malvagi, chiese al primo di scappare dalla Macedonia e all'altro di seguire(seguirlo). Volendo impossessarsi della robusta piazzaforte, quando gli esploratori annunciarono come fosse del tutto malagevole e imprendibile, chiese se fosse così difficile, tanto da non far avvicinare nemmeno un asino che portava dell'oro. Essendo morto Ipparco, figlio di Eubea, era evidente che lo si sopportava a stento, difatti qualcuno diceva " quello morì anziano" disse " certo per se, ma per me velocemente, infatti morì prima di ottenere da me il rispetto degno dell'amicizia. ". Venuto a sapere che Alessandro dava a lui la colpa, lo incolpava di generare figli da molte donne, disse " diventa valoroso senza certo il mio regno per non ottenerlo tramite me ma tramite te stesso". Avendo messo uno degli amici di Antpotro tra i giudici, essendosi poi accorto che la barba e anche la testa era tinta, li fece alzare in piedi dicendo di ritenere la differenza nei capelli fiducia nei fatti reali.