Eulogos 2 pagina 157 numero 282
Απολειπω Αρεταιω μεν την μητερα μου τρεφειν και γηροκομειν, Χαριξενω δε την θυγατερα μου εκδουναι μετα προικος οποσην ... ως ηκουσαν, ηκον ευθυς διαιτωντες τα εκ των διαθηκων.
"Lascio ad Areteo la madre mia, per nutrirla ed averne cura e (lascio) a Carisseno la figlia mia, per maritarla con la dote maggiore che può darle (aveva egli una madre vecchia e una figlia già da marito): se uno dei due avrà qualche disgrazia, l'uno abbia l'eredità dell'altro." Letto questo testamento, quelli che conoscevano la povertà di Eudamide, ma non l'amicizia che egli aveva con gli uomini presero la cosa a scherzo, e non finivano di ridere. Ma gli eredi come udirono le cose che erano state loro lasciate corsero subito ed eseguirono il testamento.
Carisseno sopravvisse soli cinque giorni, e morì: ed Areteo diventato erede universale, ed accettando anche il lascito fatto a questo, nutrì la madre di Eudamide ed poi dopo poco maritò la fanciulla: e di cinque talenti che aveva, ne diede due ad una figlia sua, e due alla figlia dell'amico, e volle che entrambe celebrassero le nozze nello stesso giorno.