Πυνθάνομαι καὶ τοῦτον τὸν λόγον· εἰ δὲ ἀληθής ἐστιν, οὐκ ἐπίσταμαι. Πλάτων ὁ Ἀρίστωνος ὑπὸ τοιαύτης πενίας κατεπονεῖτο ὥστε ἔμελλεν ἐπὶ στρατείαν ἀποδημεῖν. ...
Vengo anche a sapere questo; se è vero, non lo so. Platone, figlio di Aristone, era oppresso da una tale povertà che stava per allontanarsi (dalla patria) per una spedizione militare. Ma Platone, era trattenuto da Socrate che lo persuadeva a desiderare la filosofia. Per molto tempo, Socrate, vedendo Alcibiade insuperbito dalla ricchezza e che aveva pensieri elevati (μέγα φρονέω =avere animo nobile o elevato, avere pensieri elevati) sui (suoi) mezzi finanziari e ancor di più sui bellissimi e grandissimi terreni che possedeva, lo conduceva in un luogo della città dove (imperfetto ἀνάκειμαι) era posta una tavoletta che racchiudeva il perimetro della terra e ordinò ad Alcibiade di cercare qui l'Attica. Poi gli ordinò di esaminare i suoi terreni. Ma poiché egli dice(va lett pres): "Ma non c'è scritto da nessuna parte", quindi Socrate dice(va lett pres): "Ti vanti molto a proposito di questi terreni, anche se non sono da nessuna parte della terra?".
(By Vogue)