Κροῖσος ὁ βασιλεὺς μετὰ τὴν ἐπίδειξιν τῆς αὑτοῦ εὐδαιμονίας, Ἀνάχαρσιν τὸν σοφὸν ἠρώτα τίνα νομίζοι τῶν ὄντων ἀνδρειότατον. ... ὡς ἐκ τῆς Σκυθίας καὶ θηριώδους διαγωγῆς ποιοῦντος τὰς ἀποκρίσεις.
Il Re Creso dopo la dimostrazione della sua felicità, chiedeva al saggio Anacarsi chi riteneva che fosse il più valoroso tra gli esseri esistenti. Costui rispondeva (che erano) i più selvaggi fra gli animali; infatti erano i soli disposti a morire di buon animo per la libertà. Ma Creso ritenendo che lui sbagliava domandava chi giudicava più giusto fra gli esseri esistenti (τῶν ὄντων). Costui dichiarava di nuovo (che erano) le più selvagge fra le bestie; infatti erano le sole che vivevano secondo natura e non secondo le leggi; infatti (dichiarava che) la natura era una costruzione di un dio, mentre la legge era un'istituzione di un uomo e che era più giusto utilizzare quelle del dio piuttosto che le invenzioni degli uomini. Ma questo (Creso) volendo ridicolizzare Anacarsi chiedeva se anche le bestie erano più sagge. Anacarsi spiegava perché onorare la verità della natura fosse la cosa più eccezionale della saggezza piuttosto che [onorare] la disposizione della legge. Ma Creso rideva (κατεγέλα imperf 3a sing καταγελάω) di questo che dava queste risposte perché proveniva dalla Scizia e perché conduceva una vita selvaggia.
(By Vogue)