Τῇ Ἑκάβῃ, τῇ τοῦ Πριάμου Ἰλίου βασιλέως γυναικί, μελλούσῃ τίκτειν τέκνον, τῆς νυκτὸς κατεφαίνετο ἐν τοῖς ὕπνοις δαλὸν διάπυρον τίκτειν καὶ τοῦτον δὲ ὅλην τὴν Ἴλιον καίειν καὶ ἐπινέμεσθαι. Πυνθανομένου δὲ τὸ ἐνύπνιον παρ᾽ Ἑκάβης Πριάμου, ὁ βασιλεὺς περιθαμβὴς Αἴσακον ... καὶ οὕτως ἡ κακὴ Ἰλίου αἶσα ἀπέβαινεν.

Ad Ecuba la moglie di Priamo re di Troia, che stava per partorire un figlio, durante la notte, nel sonno, le sembrava di mettere al mondo un tizzone infuocato e (le sembrava) che questo incendiasse e distruggesse e devastasse tutta l'intera Troia. Priamo il re, appreso il sogno da Ecuba, molto meravigliato mandava a chiamare Esaco, un interprete di sogni. Esaco diceva che il fanciullo era destinato a diventare causa della distruzione per la patria e ordinava di abbandonarlo. Quando Ecuba partoriva il bambino, Priamo ordinava allo schiavo Agelao di condurre il neonato presso il monte Ida e di abbandonarlo laggiù Là il neonato per cinque giorni era nutrito da un orso e Agelao lo ritrovava indenne, lo allevava come un proprio figlio e lo chiamava Paride. Nel fiore dell'età, Paride partecipava alle gare a Troia anche perché eccelleva sugli altri giovani nei combattimenti, veniva riconosciuto da Priamo e veniva accolto nel regno. Nel corso del tempo, Paride rapiva Elena, la moglie di Menelao, da Sparta, e così si realizzava il destino funesto di Troia.
(By Vogue)