Ἦλθον καὶ παρὰ τοῦ Ἰνδοῦ βασιλέως πρέσβεις χρήματα ἄγοντες καὶ ἀπήγγελλον τῷ Κύρῳ ὅτι ὁ Ἰνδὸς ἐπιστέλλει τοιάδε· «Εγώ, ὦ Κῦρε, ἥδομαι ὅτι μοι ἐπήγγειλας ὧν ἐδέου, καὶ βούλομαί σοι ξένος εἶναι καὶ πέμπω σοι χρήματα· ἐὰν ἄλλων δέῃ, μεταπέμπου...(da Senofonte)
Giunsero anche ambasciatori da parte del re degli Indiani che portavano denaro e riferivano a Ciro che l'indiano inviava quanto segue: "Io, o Ciro, mi rallegro che tu mi hai domandato ciò di cui avevi bisogno, e voglio esserti amico (lett "ospite"). Ti invio del denaro; se hai bisogno di altre cose, mandamele a chiedere. Ho ordinato inoltre a quelli che sono vicini a me di agire qualora tu lo comandi". Dopo aver ascoltato, Ciro disse: "Vi ordino dunque di custodire il denaro (lett plurale) e di vivere nel modo che per voi è più piacevole; ma tre di voi dopo essere andati dai nemici come inviati dall'indiano (dal re re degli Indiani) per un'alleanza e dopo aver appreso ciò che i nemici dicano e facciano, riferitelo quanto prima sia a me che all'Indiano (al re degli Indiani). Se mi renderete questi servizi (ταῦτά) bene, vi sarò ancora più grato di questo che per il fatto che siete presenti (qui) portandomi denaro". Gli Indiani, avendo ascoltato con piacere ed accolti allora come ospiti da Ciro, il giorno dopo dopo essersi preparati partivano, promettendo di apprendere quanto più possibile dai nemici e che sarebbero tornati il più rapidamente possibile
(By Vogue)