Οἱ Μεσσήνιοι κομίσαντες Φιλοποίμενα εἰς οἴκημα κατάγειον οὔτε πνεῦμα λαμβάνον οὔτε φῶς ἔξωθεν οὔτε θύρας ἔχον, ἀλλὰ μεγάλῳ λίθῳ κατακλειόμενον, ἐνταῦθα κατέθεντο, καὶ τὸν λίθον ἐπιρράξαντες ἄνδρας ἐν ὅπλοις κύκλῳ περιέστησαν... (da Plutarco)

I Messeni, dopo aver condotto Filopemene in un edificio sotterraneo che non riceveva né aria né luce dall'esterno e non aveva porte, ma che era chiuso da una grande pietra, lo deposero (κατατίθημι) li e, dopo aver chiuso (ἐπαράσσω) la pietra, gli misero intorno (περιίστημι) uomini in armi. Dinocrate, temendo (δείδω part perf) soprattutto che il tempo salvasse Filopemene e volendo prevenire (φθάνω) le decisioni ( lett le cose) presso gli Achei, quando giunse la notte e la maggior parte dei Messeni si ritirò (ἀποχωρέω), dopo aver aperto (ἀνοίγνῡμι)la prigione  inviò un servo dello stato che portava un veleno, ordinandogli di rimanere presente finché non lo avesse bevuto. Filopemene si trovò quindi sdraiato sul mantello, non dormendo, ma costretto da dolore e angoscia. Quando vide la luce e l'uomo che aveva in mano la coppa del veleno, si metteva a sedere e, dopo averla ricevuta, chiese se sapesse (πυνθάνομαι) qualcosa sui cavalieri. Dopo che l'uomo disse (gen ass) che molti erano fuggiti, annuì con la testa e, dopo aver guardato verso l'uomo in modo sereno, disse: "È bene, se non abbiamo fatto ogni cosa male". Senza parlare e senza emettere un suono (φθέγγομαι), bevve.
(By Vogue)