ALCIBIADE II
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Meletan - pag. 373 n. 122
TRADUZIONE

Non c’è ugualmente bisogno di dire niente riguardo la bellezza di Alcibiade; eccetto che fiorente in ogni età e stagione - fanciullo, adolescente, uomo -, lo presentò gradevole e amabile di corpo. Non infatti, come diceva Euripide, anche l'autunno di tutti i belli è bello; ma questo fu/capitò per Alcibiade e con lui pochi altri a causa della prestanza e dell'eccezionalità del suo fisico. 4 Si dice che anche la balbuzie si addicesse alla sua voce, aggiungeva anzi una grazia piena di fascino al suo parlare. Anche Aristofane ricorda questa balbuzie nelle occasioni in cui prende in giro Teoro: "Così mi disse Alcibiade balbettando: "Lo scolgi Teolo? Ha la testa di un colvo". Alcibiade giustamente balbettò questo/così!". E Archippo, prendendosi gioco del figlio di Alcibiade, diceva: "Cammina essendo effeminato, strascinando il mantello, per sembrare assai simile a suo padre, e ha l'aria affettata, balbetta".