Επαμεινώνδας μέν οὗν τήν πενίαν, πατρῴαν ούσαν αύτῷ, ἒτι μᾶλλον («di più») εΰζωνον καί κούφον έποίησε ...Καί άπ’ άρχῆς μέχρι τέλους διά όγώνων καί στρατηγιών καί πολιτειών συνέμεινεν ή αύτῶν άνεξέλεγκτον φιλία.

Epaminonda certamente rese la povertà, che per lui era (di trasmissione) paterna, ancora di più attiva e certa praticando la filosofia ed una vita solitaria una volta preso (αἱρέω) il comando; Pelopida fece (a Pelopida fu **) un brillante matrimonio, generando anche figli, ma non dandosi cura di arricchirsi e dedicando tutto il tempo ai Tebani, diminuì la (sua) ricchezza. Erano anche allo stesso modo predisposti per natura (φύω) ad ogni virtù, salvo che Pelopida gioiva di più nell'agire, Epaminonda nell'insegnare e nel fare conoscere nelle palestre e nei ginnasi le dottrine con l'ascolto (ascoltando qualcosa) e lo faceva trattando di filosofia. E dall'inizio alla fine della vita, per mezzo di assemblee, di adunanze e di modi di vita restava salda in modo ineccepibile l'amicizia di tutti.
(By Geppetto)

** Dativo di possesso

Altra proposta di traduzione

Epaminonda dunque rese la povertà, ereditata a lui dal padre, ancor di più spedita e leggera scegliendo sin dall'inizio una vita semplice e uniforme; Pelopida aveva contratto un matrimonio splendido, aveva anche figli, ma non di meno del trattare affari e occupandosi dei Tebani continuamente, diminuì il patrimonio. Erano predisposti per natura ugualmente per ogni virtù, tranne che Pelopida prendeva più piacere negli esercizi ginnici, Epaminonda nell'apprendere, impiegavano il tempo l'uno nell'attendere alle palestre, l'altro nell'ascoltare qualcosa e nell'occuparsi di filosofia. E alla fine della vita la loro amicizia rimase irreprensibile attraverso lotte e cariche militari e attività di governo. (by Stuurm)