Ην νομος οδε περι ανθρωπων επι Κρονου, και νυν ετι εστιν εν θεοις, των ανθρωπων...Μινω δε πρεσβεια διδωμι επιδιακρινειν».

Una volta esisteva una legge di Crono per gli uomini, ora anche per gli Dei per cui quelli degli uomini che avessero vissuto (vissero) la vita onestamente e santamente, dopo la morte raggiungevano isole di felicità e per abitare nel completo benessere lontano dai malvagi, mentre quella (vita vissuta) iniquamente ed empiamente era punita in una prigione di castigo e di pena che il Tartaro assegnava (καλέω) da raggiungere. I giudizi ti tali cose per Crono e anche dopo da Zeus, furono dei viventi (ζῶντες) per i viventi, in quel giorno in cui i giudicanti vedessero la morte; male, allora le giuste furono separate.
(By Geppetto)

"Nudi", disse Zeus, "bisogna giudicare tutti questi (ornamenti esteriori); infatti, bisogna giudicare i morti. E il giudice deve essere nudo, morto, con l'anima stessa osservando l'anima stessa di ciascuno che improvvisamente muore, privo di tutti i parenti e avendo lasciato sulla terra tutto quel mondo, affinché il giudizio sia giusto. Io dunque faccio giudici i miei figli, due dall'Asia, Minosse e Radamante, e uno dall'Europa, Aiace; questi dunque, una volta morti, giudicheranno nel trivio dal quale portano le due strade, l'una verso le isole dei beati, l'altra verso il Tartaro. E Radamante giudicherà quelli dall'Asia, Aiace quelli dall'Europa; a Minosse invece do l'autorità di giudicare ulteriormente".
(By Vogue)