Ὁρατε μη παθωμεν απερ πολλους μεν λεγουσιν εν θαλαττῃ πεπονθεναι, δια το ευτυχειν ουκ εθελοντας παυσασθαι πλεοντας απολεσθαι· πολλους δε νικης τυχοντας ετερας εφιεμενους... (da Senofonte)

Fate attenzione che non ci capiti (πάθωμεν cong aor 1a sg πάσχω) ciò che dicono sia capitato (πεπονθέναι infinito perfetto di πάσχω) a molti in mare* che per aver avuto fortuna non volendo smettere di navigare (ἀπολέσθαι ἀπόλλυμι aor inf m. ) affondarono e (ciò che è capitato) a molti che avendo ottenuto una vittoria, desiderandone (ἐφιεμένους part acc ἐφίημι) un'altra gettarono via la prima. E infatti se i nemici che erano più deboli di noi erano fuggiti sarebbe anche ugualmente sicuro inseguire gli sconfitti ( ἀσφαλῶς ἔχειν essere sicuro). Ma ora considerate (κατανόησον aor imperat κατανοέω) con quale piccola porzione di noi avendo combattuto li abbiamo vinti tutti. Gli altri non sono scesi in campo; se non li obbligheremo a combattere, non conoscendo sia noi sia loro stessi per ignoranza e per debolezza se ne andranno (lett presente). Se invece penseranno che se lasciano l'accampamento corrono meno pericolo che se restano, saranno valorosi. Infatti tu desideri catturare le (loro) mogli e i (loro) figli non più di quanto quelli desiderano salvarli. Considera anche che i maiali quando sono stati avvistati, fuggono con i figli, anche se sono molti; ma quando uno di loro da la caccia a uno dei figli, non fugge ma si lancia contro chi cerca di catturarlo.
(By Vogue)

*Altra di traduzione di questa frase, sempre corretta, potrebbe essere: "Fate attenzione che non patiamo ciò che si dice che molti hanno patito in mare".