Mythos pagina 397 numero 10

Θαυμαζω τισι λογοις Αθηναιους πειθουσιν οι γραφομενοι Σωκρατην ως αξιος ειη θανατου τη πολει ... και μ αντικη χρωμενος ουκ αφανης ην.

Mi meraviglio con quali parole quelli che intentano il processo contro Socrate convincono gli ateniesi che Socrate era meritevole di morte da parte della città. E infatti l'accusa contro il filosofo era tale: Socrate era colpevole di non onorare gli dei proponendo altre nuove divinità; era anche colpevole di corrompere i giovani. Per prima cosa dunque che non credeva a quelli che la città riteneva gli dei, si servivano di quale prova? Era risaputo che egli faceva sacrifici privati e presso gli altari comuni della città e non era sconosciuto che usava l'arte divinatoria.