Ως δε εγεννησε Θετις εκ Πηλεως βρεφος, αναθανατον... οτι τα χειλε μαστοις ου προσηνεγκε.

Quando Teti partorì un figlio da Peleo, desiderando renderlo immortale, all'insaputa di Peleo di notte rovinò nel fuoco molto di quello che di mortale aveva ereditato dal padre, mentre di giorno lo ungeva d'ambrosia. Peleo avendola spiata, vedendo che il bambino si dibatteva nel fuoco, lanciò un grido; e Teti impedita nel portare a compimento il piano, abbandonò il fanciullo (e), andò dalle Nereidi. Peleo portò dunque il bambino presso Chirone. Questi lo accoglieva e lo nutriva con interiora di leone, cuori di cinghiali e di orso, e lo chiamava Achille (prima egli si chiamava Ligiro), perché non avvicinò le labbra alle mammelle (sottinteso: della madre).