I Sagestani
VERSIONE DI GRECO di
TRADUZIONE dal libro Phronemata
TRADUZIONE

I Segestani, quando si erano presentati i primi ambasciatori ateniesi incaricati dell'inchiesta finanziaria, avevano attuato questo espediente. Avevano accompagnato i commissari nel santuario di Afrodite in Erice, per far mostra delle offerte votive, delle coppe, brocche, incensieri e tutto un assortimento di corredi sacri che per esser d'argento offrivano agli occhi un aspetto prezioso, non corrispondente al valore autentico, assai modesto. Per di più, in sede privata i Segestani invitavano a banchetto i membri d'equipaggio della nave visitatrice e incettato il vasellame e le suppellettili d'oro e d'argento reperibile in città, arricchendo gli ambienti con preziosi fatti venire a prestito dal vicinato, e perfino dai centri fenici e greci, li esponevano nelle mense come fossero di loro proprietà. In tutti i casi erano sempre gli stessi oggetti di lusso a compiere il servizio, a turno, e in tutte le case, una volta qui, l'altra là se ne poteva ammirare il dovizioso fulgore: e l'impressione sui marinai ateniesi fu profonda. Approdati ad Atene costoro presero subito a magnificare a destra e a sinistra le mille meraviglie di cui erano stati spettatori. Allora quell'illusione aveva sedotto anche gli altri, che li ascoltavano: ma quando prese corpo la notizia che a Segesta i fondi erano favole, un acre malumore sorse tra i soldati contro di loro. Gli strateghi, preoccupati dalle circostanze, tennero consulto.