Gilippo e Pitene organizzano la spedizione in Sicilia
VERSIONE DI GRECO di Tucidide TRADUZIONE dal libro synesis n. 22 pagina 252

Intanto Gilippo e Pitene da Taranto, quand'ebbero riparate le navi, veleggiando lungo la costa approdarono a Locri Epizefiri. Qui da informatori più fedeli appresero che Siracusa non era stata ancora cinta da un blocco totale: anzi comparendo con un'armata, per il momento era possibile penetrarvi attraverso le Epipole. Occorreva ponderare se convenisse tentare l'ingresso nel porto dal lato del mare, tenendo a man destra la Sicilia, oppure, conservando sempre la costa a sinistra, far vela anzitutto ad Imera, e adunando colà i rinforzi forniti da quella cittadina, e gli altri effettivi tratti dal resto del paese, porsi in marcia per la via di terra. Prevale l'idea dello scalo a Imera, principalmente poiché nello specchio di Reggio non erano ancora comparse le quattro unità di vedetta che Nicia, in fondo, aveva stimato utile appostare, sapendo che Gilippo con la squadra stazionava a Locri Epizefiri. Così, anticipando questa flottiglia di vigilanza, compirono, dopo una fermata a Reggio, la traversata dello stretto fino all'approdo di Messina, e di lì passarono a Imera.