ὑμῖν γὰρ ἔστιν ὅρκος, ὃν ὀμνύουσι πάντες οἱ πολῖται, ἐπειδὰν εἰς τὸ ληξιαρχικὸν γραμματεῖον ἐγγραφῶσι καὶ ἔφηβοι γένωνται, μήτε τὰ ἱερὰ ὅπλα καταισχυνεῖν μήτε τὴν τάξιν λείψειν, ἀμυνεῖν δὲ τῇ πατρίδι καὶ ἀμείνω παραδώσειν. ὃν εἰ μὲν ὀμώμοκε Λεωκράτης, φανερῶς ἐπιώρκηκε, καὶ οὐ μόνον ὑμᾶς ἠδίκηκεν, ἀλλὰ καὶ εἰς τὸ θεῖον ἠσέβηκεν. εἰ δὲ μὴ ὀμώμοκεν εὐθὺς δῆλός ἐστι παρασκευασάμενος οὐδὲν ποιήσων τῶν δεόντων, ἀνθ᾽ ὧν δικαίως ἂν αὐτὸν καὶ ὑπὲρ ὑμῶν καὶ ὑπὲρ τῶν θεῶν τιμωρήσαισθε.
Da voi è in un uso un giuramento, effettuato da tutti i cittadini quando sono iscritti nel registro curato del Lessiarca e diventano efebi: non disonorare le armi sacre, non abbandonare il proprio posto in guerra, difendere la patria e consegnarla più grande ai posteri. Se Leocrate ha prestato questo giuramento è palese che ha spergiurato, e non solo ha compiuto un'ingiustizia verso di voi, ma si è macchiato di empietà nei confronti degli dei: se invece non ha prestato giuramento è chiaro che già allora era pronto a non fare nulla di ciò che doveva (fare) e perciò potreste punirlo per tutelare voi e gli dei secondo giustizia.