Asdrubale e Scipione dopo la caduta di Cartagine
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE

inizio: Του Ασδροβου του των Καρχηδονιων στρατεγου ικετου...
fine: ...οι δε εις ανανδριαν και καθολου την της ψυχης αγεννιαν.

TRADUZIONE

Essendosi Asdrubale gettato come supplice alle ginocchia di Scipione, il console volse lo sguardo ai presenti, e disse : « Uomini, osservate quanto è abile la sorte, nel trasformare in vivi esempi i più insensati tra gli uomini. Costui è Asdrubale: solo poco fa riteneva spregevoli le molte e nobili idee da noi a lui poste, enunciando che la più dignitosa sepoltura era per lui la patria e le fiamme che lo circondavano. Ora si presenta, con bende da supplice, supplicandoci che gli sia data l'esistenza, e affidandoci tutte le sue speranze. Chi, avendo sotto gli occhi questo spetta­colo, non si accetterebbe a fondo che mai, essendo uomo, deve dire o fare qualcosa di smisuratamente immodesto? » E alcuni tra i disertori, avanzando, iniziarono a offendere Asdrubale: chi per falso giuramento, urlando che quello molte volte ave­va giurato durante le cerimonie liturgiche che non li avrebbe trascurati; altri, invece, per la mancanza d' animo e, generalmente, per la meschinità d'animo.