Orazio Coclite VERSIONE DI GRECO DI POLIBIO
TRADUZIONE DAL LIBRO REMATA

Si tramanda che Orazio, detto Coclite, mentre gareggiava contro due nemici sull'estremità del ponte sul Tevere che giace in prossimità di Roma, non appena vide la moltitudine di coloro che soccorrevano i nemici incombere, avendo temuto che, forzati, irrompessero in città, gridò, voltatosi indietro, che coloro che si erano ritirati spezzassero il ponte. Quando quelli ebbero obbedito, fino a quando quelli non lo spezzarono, aspettò subendo una moltitudine di danni, e fermò l'attacco dei nemici, che avevano temuto la sua prontezza e il coraggio. Una volta che il ponte fu spezzato, ai nemici fu impedito l'attacco, Coclite, dopo essersi gettato nel fiume armato, secondo la sua volontà, morì, avendo dato più importanza alla salvezza della patria e alla gloria che avrebbe ottenuto del presente che del passato.