Πατὴρ τῷ ἑαυτοῦ παιδὶ ἔγραφεν· " Ἃ ψέγειϛ, ταῦτα μὴ δίωκε· ὧν δὲ τὴν δόξαν θαυμάζειϛ, τούτων μιμητὴϛ γίγνου, ἵνα τὴν αὐτὴν δόξαν ἔχῃϛ· ... Fine: αἰσχπὸν γάρ ἐστιν ἀκούων χρήσιμον λόγον μὴ μανθάνειν.  (da Isocrate)

Un padre scriveva al proprio figlio: "Non ricercare quelle cose che biasimi. Diventa seguace di coloro dei quali ammiri la gloria affinché tu abbia la stessa gloria: infatti è stolto colui che pur ammirando i buoni compie cose degne di rimprovero. Temi gli dei, stima la famiglia, rispetta gli amici, obbedisci alle leggi, ricerca i piaceri con la gloria. Non aspirare al guadagno in tutte le cose che fai. Considera, infatti, che non è vero il proverbio "finchè abbiamo ricchezze, abbiamo amici". Gli onesti, infatti, approvano non le ricchezze di quelli che cercano l'amicizia, ma il tenore. Una volta divenuto amico cerca di continuare ad esserlo, perché è brutto allo stesso modo non avere alcun amico e cambiare molti compagni. Custodisci da una parte le cose che non conosci, dall'altra prendi attraverso le scelte quelle cose che non conosci: infatti è vergognoso non apprendere un abile discorso ascoltando".