Ἡ Θέτις μὲν ἤδη καὶ ὁ Πηλεὺς ἀπεληλύθεσαν ἐς τὸν θάλαμον ὑπὸ τῆς Ἀμφιτρίτης καὶ τοῦ Ποσειδῶνος...και Ουκρανία αν εκείνος κριναι κακώς»
Già Teti e Peleo si erano ritirati nella camera da letto, condotti da Anfitrite e da Nettuno ma Discordia (λαθουσα = participio aoristo di λανθάνω) e riuscita in questo, non essendose accorti tutti (εδυνηθη = δύναμαι verbo mediopassiva aoristo passivo indicativo singolare terza ) - facilmente mentre mangiavano, mentre bevevano, mentre battevano le mani ad Apollo che suonava la cedra o prestando la mente alle muse che cantavano, lanciò sul banchetto una mela bellissima tutta d'oro; vi era scritto sopra: "l'abbia (λαβετω = λαμβάνω verbo attiva aoristo b imperativo singolare terza ) la più bella!" Quello ruzzolonando arrivò, come fatto di proposito, dove erano sedute Giunone, Venere e Minerva. E poi Ermes dopo averlo raccolto lesse quello che c'era scritto/le scritte, noi le Nereidi tacemmo. Quelle invece se la contendevano e pretendevano la mela per se e se Giove non le aveva separate ( διίστημι ) le questioni sarebbero arrivate fino alle mani. Ma quello (disse): "Io stesso non giudico su questo – quelle in verità pensavano che lui le avrebbe gudicate - andate sul Monte Ida da Paride figliodi Priamo che sa riconoscere la bellezza poichè ama il bello e non farebbe torto a nessuna. e quello non potrà sceglierà male.