Και εγω μεταστρεφομενος ουδαμου ορω Σωκρατη επομενον· ειπον ουν οτι και αυτος μετα Σωκρατους ηκοιμι, κληθεις υπ'εκεινου... αλλα μεσουντος ηδη του δειπνου. (dal Simposio di Platone)

E io, voltandomi, non vedo da nessuna parte Socrate che mi segue (ἕπω); dissi dunque che anche io stesso ero giunto con Socrate, invitato (καλέω) da lui qui a cena. "Bene!", Agatone disse, "stai facendo bene tu; ma dove è costui?". "Entrava poco fa dietro di me; ma anch'io mi domando dove egli possa essere." "Non cercare (σκέπτομαι), ragazzo", disse. E un altro dei ragazzi arrivava annunciando che "lo stesso Socrate, essendo ritornato indietro, si fermava nel vestibolo dei vicini e, pur chiamato da me, non vuole entrare." "Che strano!", Agatone disse, "tu dici; e non lo chiami e non lo congederai (futuroἀφίημι)?". E io: "Assolutamente no, ma lasciatelo stare (imperativo ἐάω). Infatti Ha questa abitudine: a volte si è fermato da qualche parte a caso. Arriverà subito, come io credo. Dunque non vi muovete, ma lasciatelo stare." "Ma bisogna fare così se ti sembra", Agatone disse, "ma noi, ragazzi, nutriamoci." Dopo queste cose noi mangiavamo, ma Socrate non entrava. Agatone dunque ordinava spesso di mandare a chiamare Socrate, ma io non lo permettevo (ἐάω). Arrivava dunque lui stesso, non dopo molto tempo, ma già quando il banchetto era giunto già a metà.
(By Vogue)

ANALISI GRAMMATICALE


VERBI (con paradigma)

όρῶ (ὁρῶ): indicativo presente attivo, 1ª persona singolare di ὁράω.