Τιμαιος δε ο Ταυρομενιτης εν Ακραντι οικιαν τινα φησι καλεισιαι τριηρη εξ αιτιας τοιαυτης... εν τη θαλασση τα περιττα των φορτιων. (dai Deipnosofisti di Ateneo)

Timeo di Taormina racconta, che una casa in Agrigento si chiamava trireme per il motivo di cui appresso. Alcuni giovani che in questa si ubriacarono, surriscaldati dall'eccessivo bere, giunsero a tal punto di follia, da credere di navigare su di una trireme e di esser colti da una grave tempesta in mare; e uscirono tanto fuori di senno, da gettare dalla casa tutti i mobili e tappeti, credendo di gettarli a mare, poiché sembrava loro che il pilota dicesse di alleggerire la nave a causa della tempesta. Adunandosi pertanto una gran folla e portando via le cose gettate, neppure così cessarono dal loro stolto comportamento. E il giorno seguente, recatesi gli strateghi alla casa, i giovani, ancora con la nausea, denunziati e interrogati dai magistrati, risposero che, molestati dalla tempesta, erano stati costretti a buttare a mare il soverchio del carico.