UN'ACCUSA MESCHINA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Meletan - pagina 142 numero 51
INIZIO: ηδη τοινυν, ω βουλη, δηλος ...
Ora dunque. O Consiglio, è chiaro che sia invidioso poiché pur essendo soggetto a tale disgrazia, sono un cittadino migliore di costui. E infatti credo, o Consiglio che bisogna curare i difetti del corpo con le virtù dell’anima come è naturale. Se infatti con questa sventura avrò ugualmente una facoltà intellettiva e condurrò il resto della vita, in che cosa differirò da costui? Dunque sia detto ciò a me riguardo queste cose? Perciò a me conviene dire, che io racconterò solo molto in breve. L’accusatore infatti dice che io ricevo il denaro dello stato ingiustamente; che infatti sono abile col corpo (sarei abile fisicamente) che non sono (sarei) fra gli invalidi e che esercito (eserciterei) un mestiere tale da vivere senza ciò che mi viene dato. E usa come prove della robustezza del (mio) corpo il fatto che io vada (lett. io vado) a cavallo, e (come prova) della benessere nel lavoro, che sono in grado (posso) tenere relazioni con uomini facoltosi (e) spendere. Certamente colpisce solo la ricchezza del mestiere e l’altra mia risorsa di sostentamento (lett. l’altra mia vita), io credo che tutti voi comprendiate.