Ἐνεδείξατο δὲ Έλένη καὶ Στησιχόρῳ τῷ ποιητῇ τὴν αὑτῆς δύναμιν· ὅτε μὲν γὰρ ἀρχόμενος τῆς ᾠδῆς ἐβλασφήμησέν ... τοὺς δὲ φιλοσόφους πειρᾶσθαί τι λέγειν περὶ αὐτῆς ἄξιον τῶν ὑπαρχόντων ἐκείνῃ· (Isocrate)

Ma Elena mostrò la sua potenza anche al poeta Stesicoro; infatti quando iniziando il poema, egli pronunziò su di lei parole parole irriverenti egli si alzò privato degli occhi; ma dopo che, compresa la causa della sua disgrazia, compose quella che è chiamata Palinodia, ella lo riportò alla sua stessa (originaria) natura. Alcuni degli Omeridi dicono invece che anche (Elena), apparsa di notte ad Omero, gli ordinò di comporre un poema su quelli che avevano partecipato alla spedizione contro Troia, perché voleva rendere la loro vita più invidiabile della vita degli altri; e così, in parte per l'arte di Omero ma soprattutto per opera di lei, quel poema divenne tanto affascinante e celebre in tutto il mondo. Poiché, dunque, ha il potere di vendicarsi e di ricompensare, bisogna che i ricchi la plachino e la onorino con doni votivi, sacrifici e tutte le altre cerimonie, e che coloro che amano la conoscenza (i filosofi, gli scrittori) si sforzino di dire intorno a lei qualcosa all'altezza dei suoi meriti.

Verbi: