Ἀνάχαρσις ὁ Σκύθης ἐρωτώμενος διὰ τίνα αἰτίαν ἄνθρωποι λυποῦνται πάντοτε, ἔφη· «Ὅτι οὐ μόνον αὐτοὺς τὰ ἴδια κακάλυποῦσιν, ἀλλὰ καὶ τὰ ἀλλότρια ἀγαθά». Ἐρωτώμενος δὲ τί ἐστιν ἐν ἀνθρώποις ἀγαθόν τε καὶ φαῦλον, ἔφη· «Γλῶσσα». Κρεῖττον ἔλεγεν ἕνα' φίλον ἔχειν πολλοῦ ἄξιον ἢ πολλοὺς μηδενὸς ἀξίους. Τὴν ἀγορὰν ὡρισμένον ἔφη τόπον εἰς τὸ ἀλλήλους ἀπατᾶν καὶ πλεονεκτεῖν. Θαυμάζειν φησί πῶς Ἕλληνες ἀρχόμενοι μὲν ἐν μικροῖς κύλιξι πίνουσι, πλησθέντες ἐν μεγάλοις.

Lo scita Anacarsi, essendogli chiesto per quale motivo gli uomini soffrono sempre, disse: "Perché non solo li affliggono i mali personali, ma anche i beni degli altri". Essendogli chiesto che cosa c'è nell'uomo di buono e di deteriore, rispose: "La lingua" Diceva che era meglio avere un solo amico che molti che non valgono niente. Diceva che l'agorà (la piazza, il mercato) era un luogo stabilito (part perf ὁρίζω) per ingannarsi e frodarsi l'uno con gli altri. Dice(va) di ammirare come i Greci quando cominciano bevono in piccole coppe, quando sono ubriachi in grandi.
(By Vogue)